...Carlos Conde (1901-1981), fa parte della generazione che alla fine degli anni venti del secolo scorso si propone di rinnovare formalmente il Fado. Nel frattempo i poeti popolari, vivendo in tempi di ferrea censura, non riescono a non incorrere nei temi ereditati da un leggendario ed oscuro passato: le tradizioni fadiste, la nostalgia dei tempi andati, il fatalismo delle passioni, la morte, gli amori non corrisposti. Nei testi di Carlos Conde ci sono anche altre tematiche, come l’esaltazione della figura femminile, i consigli per condurre una vita retta, l’allegria delle feste di Lisbona. Del resto, la passione di Carlos Conde per Lisbona, per i suoi quartieri, per la sua gente sono una costante della sua vasta opera. (...)
....Con l’avvento della TSF e delle animazioni, il Fado passò alla Radio ed al Cinema con la stessa naturalezza con cui è entrò nei teatri. Per altro fu proprio il Cinema a rendere universalmente famoso il Fado. Subito Leitão de Barros realizzò la versione cinematografica di A Severa (sebbene ancora in versione senza sonoro) e poi il Fado fu comunque presente, quando più quando meno, nella maggior parte dei film prodotti nelle decadi degli anni Trenta e Quaranta: Canção de Lisboa, di Contelli Telmo, O Páteo das cantigas di Francisco Ribeiro, Capa Negras di Armando Mirando e Fado – Historia de uma Cantadeira di Perdigão Queiroga, entrambi con Amália Rodrigues, artista che si sarebbe trasformata in un fenomeno mediatico di dimensione universale. E’ il Cinema che proiettò definitivamente il Fado al di là delle frontiere, con una notevole interpretazione dell’Amália di Barco Negro nel film francese Gli amanti del Tago...Se alcune voci privilegiate hanno contribuito al riconoscimento e al fascino del Fado, è certo che allo stesso modo i poeti a loro legati – precisamente a partire dagli anni Trenta del secolo scorso quando il Fado invase gli spazi teatrali e del Cinema – furono decisivi per dare dignità ad un tipo di canzone che inizialmente viveva per raccontare le disgrazie della vita, la miseria, l’abiezione, i dolori ed i tradimenti, con un linguaggio semplice, ridondante e formalmente insipiente.
....E con l’arrivo di un numero importante di poeti , scrittori e compositori in gran parte legati al teatro di rivista o all’operetta, che il Fado si rinnovò e si impose, radicandosi, nel nostro immaginario collettivo come matrice di una certa forma di essere tipica urbana e lisboeta.
Nomi di autori come quelli di Frederico de Brito, Avelino de Sousa, Silva Tavares, Anibal Nazaré, Linhares Barbosa, José Galhardo e Carlos Conde; compositori come Joaquim Campos, Alfredo Marceneiro, Raul Ferrão, Alberto Janes (anche poeta), Jaime Mendes, Carlos Dias, Fernando de Carvalho e Frederico Valério; voci come quelle di Alfredo Marceneiro, Hermínia Silva, Maria Teresa de Noronha, Carlos Ramos, Berta Cardoso, Frutuoso França e Amália Rodrigues, contribuirono, ognuno a suo modo, al ritiro definitivo del faduccio dai vicoli, accrescendolo del maggiore valore artistico, rendendogli uno statuto di rispettabilità e grandezza estetica della quale il Fado è ancora oggi largamente debitore.
...Poeti provenienti dai più diversi ambienti estetici filosofici e di nota fama come Antonio Botto, José Regio, Pedro Homem de Mello, Henrique Segurado, David Mourão Ferreira, José Carlos Ary dos Santos, Manuel Alegre, sedotti dall’ incantevole magia del Fado, scrissero testi o basarono i propri componimenti su aspetti della mitologia popolare. Il Fado entrava così, grazie agli eruditi, nell’universo della grande letteratura...