domenica 24 agosto 2008

David Mourão-Ferreira: l’incontro con Amália, Alain Oulman e la rivoluzione del Fado

David Mourão-Ferreira (Lisbona, 1927-1996), è stato un personaggio di spicco della cultura portoghese. Poeta, romanziere, saggista, autore teatrale e cinematografico, critico letterario, direttore di importanti giornali e tre volte ministro della cultura (1976,78; 1978-79).
A 32 anni pubblicò la prima raccolta di novelle, “Gaivotas em Terra” (1959); la novella Aos Costumes Disse Nada, ha ispirato il film di José Fonseca e Costa, Sem Sombra de Pecado, interpretato dalla giovanissima Victoria Abril (1983); un’altra novella, Agora o Fado Corrido, ha ispirato il Film Fado Corrido, interpretato da Amália nel 1964 (cfr. post Amália Rivista e Film).

Nel 1963 fu eletto segretario generale della Società Portoghese degli Autori e negli anni 80 Presidente dell’Associazione Portoghese degli Scrittori.
Dopo la rivoluzione d’Aprile del 1974 fu direttore del giornale A Capital e vice-direttore di O Dia. Dal 1981 al 1984 fu direttore della rivista Colloquio/Letras appartenente alla Fondazione Calouste Gulbenkian.
Negli anni 50 collaborò nelle riviste Graal e Vértice e nei giornali Diário Popular e O Primeiro de Janeiro; fu uno dei co-fondatori della rivista Távola Redonda.
Nel 1957 cominciò a insegnare alla Facoltà di Lettere di Lisbona e, per ragioni politiche, ne fu allontanato; erano gli anni di profonda crisi del regime di Salazar (1963-1970).
Negli anni 60 David incontrò Amália e diede vita a un nuovo Fado; già nel 1953 le aveva scritto (cfr. post Mariza) Primavera, Barco Negro e Libertação. In quegli anni il Fado manteneva ancora l’impostazione classica, “alla Marceneiro”.
La vera rivoluzione dello stile e dell’idea stessa di Fado, si concretizzò con l’uscita di due dischi di Amália O Disco do Busto (1962) e For Your Delight (1963).
Questi dischi sono composti dai più bei testi di Fado scritti per Amália; David scrisse, Maria Lisboa, Abandono, Madrugada de Alfama, Aves Agoirentas, Espelho Quebrado.
Pedro Homem De Mello, illustre poeta, scrisse l’indimenticabile Povo que lavas no rio.
António de Sousa Freitas, Na rua do Silencio, Caminhos de Deus, Eu queria cantar-te um Fado, Assim nasceu este Fado.
Luís de Macedo, già autore di Cansaço, in questa occasione le scrisse, Vagamundo, Vida Enganada, Asas Fechadas e Cais de Outrora.
Tutte le musiche furono scritte da un pianista francese che non proveniva dal mondo del Fado: Alain Oulman.
José Nunes e Castro Mota, impegnati nell’arrangiamento delle musiche alla chitarra, superarono i non pochi ostacoli che le nuove melodie comportavano, tanto che usavano appellare “Opere” le musiche di Oulman.
Fu così che la sensibilità interpretativa di Amália, unita alla poesia colta e alle musiche di Oulman diedero vita al Nuovo Fado, o usando un termine non proprio degno del genere, “Fado Canzone”. In quegli anni Amália fu oggetto di aspre critiche nell’ambiente fadista, si diceva che cantava i testi “alla Picasso”; quei critici non immaginavano certo che il Nuovo Fado, inaugurato da Amália, sarebbe arrivato sino ai nostri giorni!
Il Fado di cantanti come Camané, Mariza, Cristina Branco, Ana Moura, Katia Guerreiro e di chitarristi-compositori come Custódio Castelo o Jorge Fernando, continua a seguire la tradizione inaugurata da Amália, Oulman. Accanto a David Mourão-Ferreira, tra i poeti del Nuovo Fado troviamo: José Régio, Pedro Homem de Mello, Luís de Macedo, Alexandre O'Neill, Cecília Meireles, José Carlos Ary dos Santos e Manuel Alegre.


Considerato uno dei poeti dell’erotismo nella letteratura portoghese, le sue poesie e le opere di narrativa sono caratterizzate dalla presenza costante di figure femminili e dell’amore, entrambi concepiti come forme di ricerca della conoscenza.

Le opere poetiche di David Mourão-Ferreira: A Secreta Viagem (1950), Tempestade de Verão (1954, Prémio Delfim Guimarães), Os Quatro Cantos do Tempo (1958), Infinito Pessoal (1962), In Memoriam Memoriae (1962), Do Tempo ao Coração (1966), Cancioneiro de Natal, (1971), Matura Idade (1973), Entre a Sombra e o Corpo (1980), Ode à Música (1980), À Guitarra e à Viola in Obra Poética (1980) Órfico Ofício in Obra Poética (1980), Os Ramos Os Remos (1985), O Corpo Iluminado (1987), Obra Poética 1948-1988 (1988), No Veio do Cristal in Obra Poética 1948-1988 (1988), Lisboa Luzes e Sombras (1992), Música de Cama (1994, antologia erótica).


Le opere di narrativa: Gaivotas em Terra (1959, Prémio Ricardo Malheiros, trad.it. Gabbiani di Terra), Os Amantes (1968), Os Amantes e Outros Contos (1974), As Quatro Estações (1980, Prémio da Crítica da Associação Internacional dos Críticos Literários), Um Amor Feliz (1986, Grande Prémio de Romance da APE e o Prémio de Narrativa do Pen Clube Português), Duas Histórias de Lisboa (1987).

Per gli esperti di lingua portoghese segnalo la rivista della Fundaçao Calouste Gulbenkian, Colóquio/Letras. Qui trovate alcuni suoi saggi di critica letteraria, poesie, materiale inedito e una splendida intervista biografica, “Infinito Pessoal”(n°145/146) http://www.coloquio.gulbenkian.pt/historia/david_mourao_ferreira.htm


Immagine: copertina del catalogo della mostra dedicata a David Mourão-Ferreira. Casa-Museo del Fado ( Lisbona, Maggio-Settembre 2007)


E por vezes as noites duram meses
E por vezes os meses oceanos
E por vezes os braços que apertamos
nunca mais são os mesmos E por vezes

encontramos de nós em poucos meses
o que a noite nos fez em muitos anos
E por vezes fingimos que lembramos
E por vezes lembramos que por vezes

ao tomarmos o gosto aos oceanos
só o sarro das noites não dos meses
lá no fundo dos copos encontramos

E por vezes sorrimos ou choramos
E por vezes por vezes ah por vezes
num segundo se envolam tantos anos.

E por vezes (traduzione di Riccardo Jannello)
E a volte le notti duran mesi
E a volte i mesi oceani
E a volte le braccia che stringiamonon sono più le stesse. E a volte
di noi ritroviamo in pochi mesi
ciò che la notte ci ha fatto in molti anni
E a volte fingiam di ricordare
E a volte ricordiamo che per mesi
nel prender gusto agli oceani
solo il tartaro delle notti non dei mesi
lì in fondo ai bicchieri ritroviamo
E a volte sorridiamo o piangiamo
E a volte ah certe volte
in un secondo se ne volan tanti anni.


Abandono (A.Oulman, D. Mourão Ferreira)
Conosciuto come Fado Peniche e con questo nome censurato. Peniche, è la fortezza-prigione in cui venivano relegati gli oppositori del regime di Salazar

Por teu livre pensamento
Foram-te longe encerrar.
Tão longe que o meu lamento

Não te consegue alcançar.
E apenas ouves o vento.
E apenas ouves o mar.

Levaram-te a meio da noite:
A treva tudo cobria.
Foi de noite numa noite
De todas a mais sombria.
Foi de noite, foi de noite,
E nunca mais se fez dia.

Ai! Dessa noite o veneno
Persiste em me envenenar.
Oiço apenas o silêncio
Que ficou em teu lugar.
E ao menos ouves o vento!
E ao menos ouves o mar!

Maria Lisboa (A.Oulman, D. Mourão Ferreira)
Traduzione
Vende pesce, usa pianelle,
ha movimenti da gatta.
Nel canestro, la caravella,
nel suo cuore, la fregata.
Al posto dei corvi sullo scialle
vi si posano i gabbiani.
Quando il vento la porta a danzare,
danza il suo ballo col mare....
Di conchiglie è il suo vestito;
tra i capelli porta alghe;
nelle vene pulsa il battito
del motore di un peschereccio.
Vende sogni e odor di mare
Ed annuncia le tempeste.
Il suo nome è Maria.
Il cognome è Lisbona.

Fado português ( José Régio / Alain Oulman )
Traduzione offerta da Agnese Belcari e Rodolfo Cambi (Radiogas online)
Il fado è nato un giorno in cui
Il vento appena si muoveva
Ed il cielo prolungava il mare
Nella murata di un veliero
Nel petto di un marinaio
Che cantava perché era triste
Che cantava perché era triste

Ai, che grande bellezza,
il mio terreno, il mio monte, la mia valle
di foglie, fiori, frutti d’oro
guarda se vedi terre di Spagna
sabbie del Portogallo,
lo sguardo accecato dal pianto

Nella bocca di un marinaio
Del fragile veliero
Morendo la canzone addolorata
Dice del dolore del desiderio
Della labbra che bruciano per i baci
Cha baciano l’aria e niente più
Che baciano l’aria e niente più

Madre, addio, addio, Maria,
conserva bene la tua direzione
che qui ti faccio una promessa
Che io ti porterò in chiesa
O che sarà stato il volere di Dio a darmi
Sepoltura in mare.

Ora ecco che proprio l’altro giorno
Quando il vento appena si muoveva
Ed il cielo prolungava il mare
Alla prua di un altro veliero
Vegliava un altro marinaio
Che essendo triste cantava
Che essendo triste cantava

Ai, che grande bellezza,
il mio terreno, il mio monte, la mia valle
di foglie, fiori, frutti d’oro
guarda se vedi terre di Spagna
sabbie del Portogallo,
lo sguardo accecato dal pianto

4 commenti:

Luisa,fadosaudade ha detto...

Pubblico parte di una delle tante mail ricevute...
Ho conosciuto personalmente David all'Università (...)
Ti invio una mia traduzione di una poesia di Manuel Alegre, anche se penso che probabilmente la conoscerai e certamente in una traduzione migliore. E' dedicata ad Amalia e la lessi su Publico on line molti anni fa e il cui testo
in portoghese non sono più riuscito a trovare.
Teoria del fado
Per Amália Rodrigues

La parola e la musica vanno insieme
a volte sono un ritmo soffocato
si fanno l´un l´altra mille domande e quando si rispondono nasce il fado.
La musica la parola il teorema
la teoria che cerca il suono e la forma alchimia di sangue e poesia
che a poco a poco si trasforma in fado.
E´ un intimo tremore oscuro impulso
che lentamente serra la gola
pulsa nel cuore batte nel polso
ed è per questo che fa male quando si canta.

Manuel Alegre

Con affetto fadista
Piero

Luisa,fadosaudade ha detto...

Piero in merito all'incontro con David all'Università scrive:
Gli si riempirono gli occhi di lacrime mentre leggeva i suoi versi: "Avrebbe
sedici anni la nostra bimba/ che è nata morta/Solo in silenzio la
ricordiamo/tanto vicina ce la sentiamo." Era questa una chiara dimostrazione
dell´esistenza di ferite così profonde che neanche lo scorrere del tempo riesce
a sanare. Seduto dietro la cattedra a tenere una conferenza, un pomeriggio di
circa quindici anni fa, c´era lo scrittore portoghese David Mourão-Ferreira,
famoso, oltre che per la sua vasta e varia opera letteraria, per "aver fatto il
favore di scrivere per me cose molto belle", come disse una volta Amália
Rodrigues nel presentarlo a una amica. Infatti portano la sua firma i testi di
alcune delle canzoni più celebri della "Regina del fado", come Maria Lisboa e
Madrugada de Alfama.

Alla fine della conferenza, con grande disponibilità appose la sua dedica
sul ciclostile delle sue poesie, che gelosamente conservo. Sulla sessantina, in
possesso di una cultura raffinata e cosmopolita, amabile conversatore, i
suoi modi distinti gli davano l´aria di un gentleman inglese, tanto più che non
si separava mai dalla sua pipa.

Più tardi, a cena, parlò dell´amore che sentiva per l´Italia, lesse alcuni
brani del suo libro più recente e, naturalmente, fumò la pipa.

GiF ha detto...

Non so se riuscirò a lasciare il mio saluto, è da quando ho scoperto questo meraviglioso blog che tento di farlo.. credo però che questa sia la volta buona!
Ad ogni modo devo dirti grazie, fai una cosa molto importante e di grande valore culturale. Anche i video scelti li ho trovati bellissimi.
Ho apprezzato anche lo sforzo di tradurre i testi delle canzoni, in particolare della Rodriguez (così sono arrivata quì):beh, se non l'avessi sentita cantare in tv ancora oggi ne ignorerei l'esistenza. Ecco perchè credo che sia di grande importanza quello che scrivi sul web, il fado varà con te nuovi amici.
Quindi continuerò a seguire il tuo bellissimo blog (ho tutto da imparare), sperando ti faccia piacere.

Un saluto
GiF

Sergio ha detto...

Ciao. Sono arrivato qui cercando la traduzione della canzone "Fado português" dopo aver comprato il disco Best Of di Dulce Pontes, per caso, a Lisbona la settimana scorsa, durante una gita di 4 giorni.
Una gita che volevo fare da tempo. Non sapevo quasi niente di fado, avendo sempre ascoltato - poco e raramente - i Madredeus ed essendo convinto (a torto) che quello fosse "il" fado, per lo meno nella sua versione moderna.
Di Amalia Rodriguez avevo ricordi di bambino, vaghi e indistinti. Quindi il mio incontro attuale con il fado è con un genere per me quasi sconosciuto anche se possiedo una discreta cultura musicale (male, vero ? rimedierò presto!).
Ascoltare per la strada il disco della Pontes è stato da far venire i brividi. Proprio il pezzo Fado português... una scoperta.
Poi, il giorno appresso trovare a Sintra un negozietto (chiuso) di musica e liuteria che diffondeva a tutto volume un disco di Carlos Paredes da un vecchio stereo sulla finestra del primo piano è stata un'altra emozione "forte".
Il suono della chitarra di terra ti entra dentro come un bulino...
Sono estasiato.
Sono contento di aver trovato questo tuo bellissimo blog che consulterò spesso.
A presto e grazie per i tuoi sforzi.
Sergio

P.S.
Quando vieni a cantare a Milano ?
Faccelo sapere!