domenica 9 marzo 2025

Amália Rodrigues: icona della saudade del popolo portoghese (in AMALIA RODRIGUES, VOCE DEL PORTOGALLO Report su una delle più longeve icone della saudade portoghese)

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.....Oulman andò oltre F.Valério perché essendo un artista che non proveniva dal mondo del Fado, con una visione esterna più colto e cosmopolita, non ebbe paura della sfida, dell’innovazione, di contravvenire ai canoni e alle tradizioni del Fado. Rischiò di più, osò di più... Amália, adorando le sfide, condivise l’estetica di Alain. Ancora una volta la rottura era annunciata e l’innovazione sfruttata in modo naturale. Il repertorio tradizionale, il così chiamato Fado degli Infelici, della “cascamortaggine”, era stato temporaneamente messo da parte (dato che Amália non rinnegò e non dimenticò mai il repertorio con cui iniziò la sua carriera artistica). Ora era però venuto il tempo di cantare i grandi poeti della letteratura portoghese, ed il grande propulsore di questo fu, indubbiamente, Alain Oulman...o Busto, che è diventato un classico ed un punto fermo di tutta la discografia fadista. In questo album canta Pedro Homem de Mello, David Mourão – Ferreira, José Carlos Ary dos Santos, Luís Macedo, e canta se stessa in Estranha Forma de Vida, con musica del Fado – bailado, scritta da Alfredo Marceneiro. Questo album è una vera e propria pietra miliare, per i nuovi orizzonti che porta al fado ed alla musica portoghese... All’epoca rappresentò una netta rottura con la tradizione, in termini di immaginario e di sonorità. In questo album ci sono tre Fado accompagnati con il pianoforte. Nelle prove ad Amália piacque quello che stava sentendo, cosa che per altro si nota nelle registrazioni. Non c’era né paura né poco rispetto per ciò che era tradizionale. L’obiettivo era di fare il meglio, il meglio che la poesia portoghese meritasse e che loro erano capaci fare. E superare, una volta per tutte, strade e modelli tematico / letterario musicali, imposti da troppo tempo. Nel farlo Amália non ha soltanto innovato il Fado, ma ha anche aperto nuove strade per i fadisti della generazione successiva che, notando la sua modernità, l’ hanno presa come modello pressoché obbligatorio, riconoscendole questo merito...


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AMALIA RODRIGUES, VOCE DEL PORTOGALLO

Report sulla carriera artistica di una delle più longeve icone della saudade portoghese


(contiene traduzioni in italiano di brani del repertorio di Amalia Rodrigues)     


Tutti i diritti riservati

Luisa Notarangelo 

ISBN 979-12-985512-5-1

INDICE

1)   Amalia Fado incarnato: l’infanzia e l’ingresso nel mondo del Fado

2)   Amalia canta “le opere” (discografia)

3)   Amália Rodrigues, la Francia e il successo internazionale

4)   Collaborazione con il pianista A.Oulman, David Mourão Ferreira e altri poeti. La rivoluzione del Fado tradizionale.

5)   I principali spettacoli di rivista e i film

6)   Parole dell’anima, i fados di Amalia

7)   Amalia e l’Italia

8)   Le feste popolari e il folklore portoghese



COLLANA DI LIBRI


IL PORTOGALLO LA SUA CULTURA E LA SUBLIME ARTE DELLA MUSICA POPOLARE

 


6 commenti:

Unknown ha detto...

Grazie Luisa. Ci dai sempre qualche splendido motivo in più per amare ciò che amiamo: Amália, il Fado, la poesia, la musica.

Anonimo ha detto...

Luisa solo tu sai fare una sintesi tanto precisa e commovente per farci apprezzare questa "DIVA".

E grazie alle tue storie, che anche io mi sono innamorato del Portogallo, e ti ho seguita in tante belle avventure. E' grazie a te che ho avuto tante gioie ed emozioni nell'apprezzare queste musiche!
Ricordi le nostre serate alla Parreirinha, Sr Vinho, Mesa de Frates, Tasca do Chico, Guitarras se Lisboa...

Grazie cara amica per farmi apprezzare quest'arte e soprattutto la grande AMALIA!!!

Spero di continuare fare parte degli "zingari del fado" come ci ha soprannominati la nostra amica messicana Marcela. Per viaggiare con te in Italia e all'estero alla ricerca di queste dolci melodie e di chi le interpreta.

Un grandissimo bacio, Mino

Anonimo ha detto...

Ho apprezzato il tuo articolo su Amalia e il popolo portoghese al quale bisogna riconoscere un valore positivo: parte dalla realtà come dato e vi sta attaccato in qualunque forma essa si presenti.
A mio avviso è riduttivo incolparlo di non saper lottare per i propri obiettivi o avere scarsi desideri. Invece essere passivo della propria storia non lo considero una colpa, un autolesionismo collettivo; cosa si dovrebbe dire allora del popolo ebraico che oltre all'onta dell'olocausto ha subito l'accusa di non essersi ribellato al nazismo? I giudizi posteriori se non tengono conto di tutti i fattori della realtà cioè non partono dai fatti che sono successi e/o che li hanno prodotti inducono inevitabilmente all'errore se poi non si è liberi dal preconcetto come si evince dall'articolo "che crede nel Destino..." imputandogli per questo una colpa come sempre riportato nell'articolo "nella speranza sebástica di una figura provvidenziale capace di far quello che egli non ha il coraggio di affrontare" non c'è giudizio corretto; invece questa apparente debolezza è stata ed è la forza del popolo portoghese che si è espressa fino ad oggi con il Fado. O si fanno i conti con tutta la cultura di un popolo oppure si cadrà inevitabilmente in un giudizio errato.

Anonimo ha detto...

Grazie Luisa!
Come al solito, tanto interessante questo che dici... Viva la grande Amalia!!!.... che viva Luisa e il tuo meraviglioso blog Fado Portoghese!

un grande saluto da Cittá del Messico!

Gloria

fadosaudade ha detto...

Caro anonimo, rispondo al tuo gradito commento sul "senso di colpa dei portoghesi"...il mio articolo non ha la pretesa di far sentire in colpa nessun portoghese, vuole solo collocare il Fado nella storia del Portogallo; apprezzo molto l'analisi che ne ha fatto il filosofo Lourenço, per cui ho ritenuto opportuno fare alcune sue brevi, ma non esaustive citazioni...la ricchezza culturale del popolo portoghese, tornando alle parole di Lourenço, è proprio l'aver manifestato, nel corso della storia, due immagini di se, quella di vincitore e quella di vinto. E il Fado è lo specchio fedele di questo percorso...Un caro saluto, Luisa

Anonimo ha detto...

Grazie Luisa! Dieci anni di mancanza... Per fortuna che ci sono i dischi da sentire e risentire senza sosta. Un bacio a te e a presto rivederci magari a Lisbona (ma mi va bene anche qui!). Anna Lamberti-Bocconi