tratto da Radici e Rami, il Fado di Florbela Espanca
.....Abbiamo aperto la Storia della letteratura Portoghese, abbiamo scorso i nomi degli scrittori della stessa epoca della Espanca citati nel libro, abbiamo cercato di farne una piccola analisi ed abbiamo constatato il numero di quelli che praticamente continuano come avvolti nelle nebbie. Anche per i lettori dalle più ampie conoscenze molti di questi scrittori sono dei meri sconosciuti.
Dopo aver inventariato decine e decine di pubblicazioni, José Augusto
França nella sua opera “Gli Anni venti in Portogallo”, indicando una decina di
scrittori, si riferisce a Florbela dicendo che stava “nascosta a tutti”,
aggiungendo però che “lei rappresenta il caso di maggiore e più profonda
creatività tra le scrittrici pubblicate negli anni Venti in Portogallo”.
Per altri critici invece la sua stella brilla meno di quella di vari
suoi contemporanei. E’ considerata un po’ antiquata, sia nella forma sia nelle
tematiche. Come spiegare allora il fatto che è considerata da molte persone
come uno dei personaggi del secolo e quindi come spiegare l’ampio spettro di
consensi che è riuscita ad attingere?
Hernâni Cidade parla della “violenta contraddizione tra il concetto di
poesia e di due epoche distanti o vicine che siano”.
Alcuni critici inframezzano l’analisi del suo comportamento e della sua
opera con storielline, dove si percepisce uno sforzo per evitare una sentenza
relativamente dura.
Natália Correia nella lunga prefazione ad una edizione di Diário do
último ano parla di “civetteria patetica” e definisce la sua poesia come
“truccata con i tipici languori da stella del cinema muto, caricata di polvere
di riso”. E continua, esagerando un pochino, dicendo che la scrittrice “si
stende sulla sua chaise – longue delle sue iatture di diva dei versi.
Precettata alla corte dei letterati minori. Una cagnolina di lusso accarezzata
durante il tè delle cinque delle signore di Modas e Bordados e di Portugal
Feminino (“Moda e Ricamo” e “Portogallo Femminile”) per spiegare che questo
nasce dalla sua insensibilità alle rotture ingenerate dalla crisi del discorso
logico maschile.”. Perché allora questo successo? Il suo culto comincia proprio
da lei stessa.
Si legga il poema, cantato anche da un famoso gruppo di musicisti,
considerato uno dei più belli:
Ser poeta é ser mais alto, é ser maior
Do que os homens! Morder como quem beija!
É ser mendigo e dar como quem seja
Rei do Reino de Aquém e Alem Dor!
É ter cá dentro um astro que flameja,
É ter garras e asas de condor!
É ter fome, é ter sede de Infinito!
É condensar o mundo num só grito!
Essere poeta è essere più alto, più grande
Di tutti gli altri uomini! Mordere come quelli che baciano!
E’ essere un viandante e andare a lato di chiunque
Re del Regno di Qua e di Là del Dolore!
E’ avere dentro un astro infuocato,
E' avere gli artigli e le ali di un condor!
E’ avere fame e sete di Infinito!
E’ condensare il mondo in un solo grido!
Matosinhos, Dicembre 2014 (Casa di Florbela Espanca)
fotografia personale
POETI DEL FADO E FOCUS STORICO FILOLOGICO SUL CANTO DELLA SAUDADE
ISBN 979-12-985512-8-2
Tutti i diritti riservati
Luisa Notarangelo
POETI DEL FADO con traduzioni in italiano di testi
INDICE
1) Natália de Oliveira Correia, poetessa
rivoluzionaria
2) David Mourão-Ferreira
3) Radici e rami, il Fado di Florbela Espanca
4) Rosa Lobato Faria
5) José Ary dos Santos
6) Mario Moniz Pereira, compositore e poeta
7) Vasco de Lima Couto, poeta e attore
8) La poetica di Carlos Conde
9) João Linhares Barbosa (1893-1965)
10)
Vasco
Graça Moura
FOCUS STORICO FILOLOGICO SUL CANTO DELLA SAUDADE
INDICE
1) Introduzione: le quartine di gusto popolare (F.
Pessoa)
2) Le cantigas galego-portoghesi
3) Le cantigas d’Amigo
4) La Cantiga de Amor
5) Fado, Mare e Saudade
6) Questa parola Saudade
7) Bibliografia della Saudade
TUTTI I LIBRI DELLA COLLANA
IL PORTOGALLO LA SUA CULTURA E LA SUBLIME ARTE DELLA MUSICA POPOLARE
1 commento:
grande Pessoa, fai altri post con qualche altra poesia, credo può piacere a tutti !
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