domenica 3 ottobre 2010

Amália (1920-1999) sempre no coração...pensieri per ricordare la regina del Fado a undici anni dalla sua scomparsa…

    



Cara Amália, ho messo le rose che tu amavi tanto e tre antichi libricini di Camões con redondilhas e odi accanto alla tua splendida foto mentre canti Barco Negro in Gli Amanti del Tago…il tuo posto è accanto al più grande poeta portoghese e ai fiori, eternamente…mi dispiace non aver avuto il privilegio di assistere a un tuo concerto italiano e non averti conosciuta di persona…ma sei e sarai sempre la mia preferita…
Il mio incontro con il tuo fado è stato fortuito e direi anche fortunato perché senza di te non credo mi sarei mai avvicinata a questo genere musicale…
Un’amica anni fa mi regalò un cd uscito con il quotidiano l’Unità, una raccolta…The Art of Amália Rodrigues…fu così che cominciai a conoscere la tua terra e a parlare la tua lingua … Grazie a te, Amália, oggi vivo accanto al più grande dono che avrei potuto ricevere: le emozioni del Fado…
…Obrigada para sempre Amália, saudades...
(L. Notarangelo, Bari)

Conocí y escuché la voz de Amália en los 90's un mes de octubre, ya en los climas de otoño que tanto gusto. Escuché un cassette en vivo desde París. Me gustó de inmediato las notas de Coimbra, de Lisboa antigua, Casa Portuguesa y Calunga. Fue de los primeros encuentros hacia Portugal, ya había tenido otros tres. Después me enteré de la muerte de Amália por una amiga y de nuevo repasé su música y fue cuando más me adentré a la misma. Fui aprendiendo sus canciones , imaginando un poco cómo habrían sido sus actuaciones en los diversos palcos donde ella se presentó. Hasta que pude ver sus actuaciones en internet y en algún noticiario cuando se cubrió la nota de su muerte. Me movió mucha la misma, el ver a un pueblo volcarse a las calles llorando a esta gran dama. Siguió así esta historia tan especial entre Portugal y mi persona donde Amália tiene un luga muy muy especial.  Pude visitar en 2003 por primera vez Lisboa y me quedé impactada... tantos sentimientos. Y la luz de Amália seguía estando presente en este caminar a tierras lusas. Yo ya cantaba algo de fado en mis entornos, nada serio. Pero después de esas visitas y de ver estos tesoros lusos... decidí dedicarme al fado como parte primordial en mi vida. Es entonces donde tengo empatía con Luisa, pues Amália es como una madre para nosotras. Es esta "maestra" en el caminar del fado , en el sentir del fado. Pude estar en su casa y en 2007 recuerdo bien estar en la planta alta y pedirle permiso a la guía para cantar ahí. Bromié con ella de que quizá Amália se molestaría de escucharme.. empezé a cantar y a llorar a los pocos instantes de haber comenzado. Y es así como para mí Amália sigue y sigue presente en mi vida como melómana y como fadista , es salir al escenario, donde sea , con ricos, pobres, sencillos , altaneros, agradecidos, fríos, mexicanos, extranjeros.... ahí está la luz de Amália para inspirarme y hasta pedirle qiue me ayude a hacerlo bien. En fin que, recuerdo a Amália constantemente. En diciembre 2008  se crea "Fado by foreigners presenta Amália X años" un homenaje a ella que ... espero algún día producir en Lisboa
y en otros cantos del mundo ...para recordar más y más a Amália.
Gracias Amália... muito obrigada pelo canto, pela música, por tudo:
grata! ... saudades sempre.. sempre.  (M. Ortiz-Aznar, Città del Messico)

E' sera, siamo a tavola e guardiamo una trasmissione musicale in televisione, presentano una cantante venuta da lontano.....Portogallo.... La scena è un po' scura, la televisione è ancora in bianco e nero ma il nero è il colore prevalente, mi fa anche un po' paura forse. Iniziano i musicisti con quelle strane chitarre a forma di padella, però.....che suono tagliente, languido, struggente. Comincia il canto...la voce è avvolgente, decisa, non capisco le parole ma non ce n'è bisogno, il suo canto dice tutto, è una fonte di sentimenti che arriva dritta al mio cuore e lì è rimasta ancora oggi. Oggi forse, nel mio canto, c'è anche un po' di quello che ho imparato da quella Signora.
La canzone è finita ma dentro di me è un vortice di amore, nostalgia, passione!!! Il presentatore ripete il nome della cantante: Amalia Rodrigues! Non l'ho mai dimenticato...
(P.Franco, Roma)

Che cosa c'è di Amália Rodrigues per le strade della mia città, che cosa c'è di fado nell'intrico di vicoli, o lungo le crêuze ripide sui crinali? Ah nulla, o quasi nulla: non vi sono foto o ricordi nei piccoli caffè, brioche e cappuccino ed è poco una piastrella azzurra; i banchi con acciughe, arselle e muscoli sono come belle vetrine… più indietro, dove è sempre ombra e il vicolo più stretto, in vetrina stanno i corpi.
Un piccolo battello viaggia come un tram, ma la sua radio non trasmette Amália, guardo la scia dalla poppa, osservo i flutti calmarsi quando si approssima l'attracco, vedo nel fondo del mare qualcosa che sta là imprigionato, affogato. Dentro può battere e lo fa, insiste a correre, senza meta non si torna più indietro… il cuore finisce sempre per essere imperfetto e le parole inutili quando o silencio é maior .
Con che voce e con che cuore, hai mosso, il fado di radici tanto antiche. Fado che vive e che si trasmetterà grazie a chi ti ricorderà cantando le tue canzoni e magari con un po' della nostra povera e umile anima, per illuderci che possa vivere in altre anime, avendo un buon motivo per restare o ridiventare sincere.
Quando eu passo por Via del Campo, penso nos versos da famosa canção de Fabrizio De André e vejo a placa comemorativa com os últimos dois versos, mas agora penso também, sorrindo (porque não?) em Vou dar de beber à dor e olho lá no alto um fio, como se fosse O céu da minha rua...
(L. Palazzi, Genova)

Il mio grande idolo, la mia fede artistica, un nome che mi piega le ginocchia.
Ok, mi espongo: Amália Rodrigues.
Cantava all'Arena di Milano una sera d'estate minacciosa di temporale, quei concerti all'aperto gratuiti un po' per gli anziani, io lì sull'attenti col cuore che mi batteva. C'erano poche decine di persone. Con quello scialle nero da regina del popolo, bellissima, non le importava di niente, in mezzo al fado cantava anche delle strofe in italiano, non si ricordava nemmeno bene le parole; era radiosa di una bellezza oltre gli anni, scavalcava il tempo con la limpida raucedine vecchia della sua voce assoluta. Ha cominciato a piovere e lei con la mano libera dal microfono ha preso un tendone di plastica che copriva gli impianti e ha continuato a cantare a fonda voce coprendosi con questo telo tenuto alto, inscenando una specie di ondulamento solitario, come Vasco da Gama. Era il mio comandante dietro al quale da sempre avevo navigato con tutto il mio ardore. All'intervallo, per così dire, ovvero quando ha cominciato a piovere un po' più forte, mi sono fatta coraggio (nel senso che ho seguito il mio impulso) e sono andata dietro, nei camerini di compensato. E chi mi avrebbe potuto fermare? C'era un tipo del servizio d'ordine, mi ha detto: "Tu chi sei?". Io ho risposto la cosa più audace che la mia mente potesse partorire, poiché volevo veramente entrare: "Sono l'interprete di Amália". E così, un po' spiazzato, il guardiano mi ha fatto passare.
Non posso descrivere la mia emozione quando mi sono trovata a faccia a faccia con il mio idolo. Per la prima e unica volta nella mia vita, ho avuto la reazione fisica della devozione. Le ho detto: "Signora, io la ammiro tantissimo", e in quel momento mi hanno ceduto le gambe e mi sono trovata genuflessa davanti ad Amália Rodrigues. Lei muovendo una mano in un modo molto signorile ma nello stesso tempo confidenziale mi ha fatto gesto di alzarmi. Poi non so assolutamente più che cosa ho detto; le parole erano solo una presa di tempo per abbeverarmi della sua presenza. Lo considero uno dei quarti d'ora più importanti della mia vita, soprattutto se voglio ritenere che l'Arte sia un valore. A un certo punto, aveva smesso di piovere e l'aria si era fatta nuovamente appiccicosa; c'erano delle zanzare. Amália le scacciava, quasi ci giocava: rideva dei suoi vani tentativi di farle fuori in un battimani. Si vede che si era spazientita, allora ha preso la sua borsa e ha tirato fuori una boccetta spray di Autan. Ha fatto questo gesto con una maestà incredibile, se l'è dato come fosse la più preziosa delle essenze (e nello stesso tempo, un gioco!), poi l'ha teso verso di me offrendomelo. Così, mi sono fatta spruzzare l'Autan da Amalia Rodrigues. Così ho avuto il deliquio mistico, in quella sera d'estate della mia spiaccicata Milano. Sono stata troppo felice e spesso ci penso come a un momento di elevata verità.
(A. Lamberti Bocconi, Milano)

Gli anni passano ma il ricordo di questa artista  straordinaria è più vivo che mai (…).
Nelle sue interpretazioni si possono "toccare" le emozioni...perchè il canto di Amália è una preghiera e questa è una virtù che hanno solo i grandi interpreti.
Il mio attaccamento verso Lisbona è anche merito suo, ascoltarla e osservarla in Lisboa Antiga mette i brividi, in ogni interpretazione di questo brano stringe lo scialle nelle mani e lo fa nello stesso modo in cui un bambino stringe la mano della madre...Come Lisbona, Amalia, è sempre cheia de encanto e beleza...
(V.De Simone, Pompei)

l mio incontro con Amàlia ha viaggiato sulle onde herziane. Era la metà gli anni '70 e mi piaceva sintonizzare il nuovo apparecchio semi-professionale sulle onde corte. Erano gli anni nei quali gli effetti della “guerra fredda” entravano direttamente in casa. Non appena iniziavano le trasmissioni di Radio Free Europe o della Voice of America, i sovietici procedevano con un martellante disturbo radio (Woodpecker, il picchio, come era chiamato....) a livello planetario. Era divertente ed interessante ricevere molte stazioni e strane lingue. Spesso, a causa della propagazione ionosferica insufficiente, pur disponendo di antenna filare stesa all'esterno, la ricezione diventava difficile, aumentando così il mistero e la voglia di sapere di più. L'incontro con RDP, la Radiodifusão Portuguêsa, divenne un appuntamento fisso della domenica pomeriggio, quando veniva trasmesso un programma di Fado dove, naturalmente, primeggiava Amàlia. Ci fu l'incanto, la magia, ed il resto non fu che conseguenza. Dai viaggi in terra Lusa al continuo aggiornamento sulle conoscenze del “nostro” genere musicale. Ad inizio anni '80 divenni persino “official listener”, conservo con orgoglio il diploma rilasciatomi dall'emittente. Oggi è tutto cambiato. Le onde corte, un tempo affollatissime, sono ormai tristemente semideserte, tutti sono migrati sul satellite o sul web. Ormai in streaming si ricevono tutte le radio del mondo senza disturbi ed in perfetta stereofonia, comprese Radio Amàlia o Radio Lusitania. Grazie ai social networks ormai sappiamo le date e le ore dei concerti, li visioniamo su You Tube....Ma nonostante le nuove comodità, il fascino, la “saudade”, il ricordo di quei primi incontri, rimane intatto, irraggiungibile, impareggiabile.
Obrigado, Amàlia !!   (L. Taufer, Trento)

http://www.youtube.com/watch?v=Iezka1y0hYI
 Ringrazio con tutto il cuore gli amici che hanno voluto ricordare assieme a me l'indimenticabile voce di Amalia...
Canta ancora per noi Amalia...Malhao de Agueda, Teatro Sistina Roma, 1976






4 commenti:

Susana ha detto...

Bravissimi. Mia ha fatto emozionare leggere i vostri testimoni. Grazie dell'amore che avete al mio paese, a questa musica, alla nostra poesia, alla nostra lingua e cultura. Un abbraccio a tutti. A te, Luisa, uno specialissimo. C'é poca gente cosí impegnata. Con ammirazione, ti invio una rosa dal Portogallo.

Anonimo ha detto...

Salve,sono entrata per caso su questo blog molto interessante che parla di musica popolare portoghese.
Io sono appassionata di musica popolare in genere e quella portoghese
trovo sia estremamente affascinante, purtroppo però non conosco la
lingua e quindi mi risulta abbastanza difficile comprendere il
significato delle canzoni..
Di recente su youtube ho visto il progetto intitolato "Amalia Hoje"
col quale si riprendono le interpretazioni della straordinaria Amalia
Rodrigues.
La mia canzone preferita é "Gaivota",basata su una poesia di
Alexandre O'neill,se non sbaglio....la melodia é stupenda,ma non ne ho
capito fino in fondo il significato.
Qualcuno potrebbe aiutarmi a capirla con una traduzione?
Ringrazio in anticipo
Giulia

lusitanasaudade ha detto...

Alexandre O’Neill (1924-1986), autore dei brani di Amália, Formiga Bossa Nova, Verde Pino e Gaivota, celebre brano musicato da A.Oulman e uscito nel 1967 nell’LP Fado Português (Odeon Indústria Brasileira), fu uno dei fondatori del Movimento Surrealista di Lisbona, da cui si allontanò negli anni 50. Nel testo di Gaivota il tema principale è la saudade della patria e dell’amore lontano;
la Gaivota è il gabbiano, che viene invocato come l’immagine simbolo di Lisbona e di tutti i ricordi ad essa associati, incluso l’amore lontano…Se un gabbiano mi portasse il cielo di Lisbona così com’è nei disegni che traccia nel suo volo, in questo cielo in cui lo sguardo è immobile come un’ala che non può volare, che si dissolve e precipita in mare…il mio cuore batterebbe perfetto, Amore, nella tua mano, in quella mano che raccoglieva perfetto il mio cuore…(traduzione libera di Luisa Notarangelo)
Se uma gaivota viesse
Trazer-me o céu de lisboa
No desenho que fizesse,
Nesse céu onde o olhar
É uma asa que não voa,
Esmorece e cai no mar.
Que perfeito coração
No meu peito bateria,
Meu amor na tua mão,
Nessa mão onde cabia
Perfeito o meu coração.

Giuliano Destiny ha detto...

Amalia, una presenza costante nella vita di tutti i giorni, non si può ascoltare fado senza pensare a questa grandissima Cantante, tutto ruota intorno alla sua straordinaria personalità! Il Portogallo grazie a Lei è più ricco culturalmente, non che non lo era già, ma Amalia ha dato quel tocco in più, quel fascino che attira molte persone a visitare quel paese.
Io a dire la verità, ho conosciuto prima il paese e poi Amalia, ma questo è un dettaglio del tutto trascurabile! Amalia, F. Pessoa, i Madredeus, Mariza..... e muito mais... Una cosa amavo fare, passeggiare a Belèm e fare un omaggio al piccolo monumento di Amalia vicino al ponte 25 de Abril e bere una buona birra nas docas!!! Cosa che ormai non faccio dal lontano febbraio.
Saluti, giuliano.