lunedì 8 dicembre 2008

Amália Rodrigues, la Francia, il successo internazionale e la saudade del popolo portoghese

Post collegato: Amália in Italia
I francesi conobbero Amália e s'innamorarono di lei molto prima di noi italiani.
Nel 1956 una troupe francese cercava una cantante per il film "Gli amanti del Tago" e scelse Amália che nel film cantò Solidão (Canção do Mar) e Barco Negro , uno dei brani che la rese celebre in Francia e che le aprì le porte nei maggiori teatri, music-hall e boîte del paese.
Il 10 Aprile del 1956, Amália cantò Confesso all’Olympia, in occasione di una festa in onore di Josephine Baker, in cui si esibivano vari artisti francesi. Fu la sua prima esibizione in terra francese. Da quell’anno in poi Amália fu adottata dalla Francia e fu una presenza costante in diversi contesti e luoghi dello spettacolo. Al Festival di Cannes, al Bobino, al La Tête de l’Art, all’ABC. Nel 1957 uscì il disco della Columbia “All’Olympia” che raccoglieva i maggiori successi live cantati nell’omonimo teatro: Uma Casa Portuguesa, Nem Ás Paredes Confesso, Lisboa Antiga, Tendinha, Perseguição , Tudo Isto é Fado e quattro brani del periodo Valério, Lá Porqué Tens Cinco Pedras (Fado Corrido), Que Deus Me Perdoe, Ai, Mouraria (il testo fu scritto da lei stessa) e Fado Amália. Alla guitarra suonava Domingos Camarinha, alla viola do Fado Santos Moreira.
Furono queste le sonorità del Fado portoghese conosciute in tutto il mondo. Il disco ebbe diffusione e successo internazionale, nel Regno unito, in Italia, in Giappone, in Brasile, negli Stati Uniti, in Olanda, Sud Africa e naturalmente Portogallo.
Dal 1958 al 1961, Amália lasciò la Valentim de Carvalho e cominciò a incidere LP per una casa discografica francese, la “Ducretet-Thomson”. La Movieplay (1997), ha raccolto in un doppio cd la maggior parte del corpus delle registrazioni francesi di Amália in questi anni, le quali comprendono anche vecchie incisioni.
Nel 1960 uscì il disco live,edito dalla EMI, A Bobino. Ormai Amália era un’istituzione in Francia e nel mondo. Il disco conteneva i classici, Coimbra, Uma Casa Portuguesa, Barco Negro e Lisboa Antiga e Aie, Mourir Pour Toi, scritta per lei da C.Aznavour, due (immancabili) canzoni spagnole, tra cui Lerele, tre canzoni brasiliane, Trepa no Coqueiro, Lua Luar, Calunga e infine, alcuni Fado tra cui, lo splendido Guitarra Triste (Álvaro Duarte Simões), il Fado Madragoa di Hermínia Silva (F.Valério) e il Fado Gingão (Moniz Trinidade).
Amália portò il Fado all’estero e per diversi anni fu una presenza marginale nel proprio paese. Tornava e cantava raramente a Lisbona. Dagli anni '50 agli anni '60 a Lisbona erano sopravvissute poche delle antiche Case di Fado, il Fado era un fenomeno culturale e sociale isolato che, a differenza di tutto l’arco di tempo precedente agli anni Venti, non permeava più gli interessi della gente. Si cantava ancora a Lisbona certo, ma si cantava come si puo’ cantare in qualsiasi paese dove vige un regime autoritario; la rivista in quel periodo era un genere più popolare del Fado, forse perché era meglio distribuire allegria a un popolo che viveva quotidianamente la malinconia della saudade. Non dimentichiamo i 48 anni di regime di Salazar e restituiamo al Fado ciò che merita. Non dimentichiamo neppure le nostre radici storiche, né il nostro presente di italiani, che non puo' ridursi a questo.
Amália, nella biografia di V.Pavão dos Santos afferma “Io sono il Fado liberato” e dice una cosa giusta. Amália oggi “è il popolo portoghese” perché non ha consentito al Fado di morire nella propria patria ma lo ha donato al mondo con tutto l’orgoglio e la saudade che meritava. Non è solo una storia di fama e interessi economici personali la sua….Amália ha significato ben altro per il popolo portoghese e questo è il motivo per cui oggi è più famosa di ieri. Grazie Amália.

Dedico questo post ad Amália e agli amici che assisteranno con me al concerto “Amália all’Olympia” e che con me respireranno saudade in questi tre giorni lisboeti.

Mi piace ricordare il successo internazionale di Amália con questa canzone. Adamo affermò che solo attraverso la voce di Amália, il testo di Inch’Allah aveva ottenuto la sua meritata drammaticità, quella drammaticità che solo la saudade puo’ donare…
Luisa Notarangelo

5 commenti:

Alberto ha detto...

Beh, che dire... un commento a caldo...
sono sicuro che poi mi verranno altre cose, più giuste, ma per adesso mi sento di dire solo:

Luisa Notarangelo, la Treccani del Fado!!!!

Un bacio da
Lupo Alberto da Saudade

Anonimo ha detto...

Beh, la Treccani è, come dire... un po' più asettica. Per gustare come merita questo post ci vuole come minimo una giornata intera, comprese le pause per riprendersi dalle emozioni. Un'overdose. Io personalmente sono tracollata su Aie mourir pour toi. Ho finito il mio solitario lunedì 8 di vacanza facendomi girare la testa con questi video, andando giù in libertà con i gatti che mi vedevano strana e mi venivano in braccio a tenere caldo. Grazie Luisa, sei grande! Anna L.B.

Anonimo ha detto...

Egregia Luisa,
sono sempre molto colpito dalle tue parole.
Ciò che scrivi trasuda Amore e Passione che tu provi per la cultura portoghese... e le tue ricerche nel campo non fanno che confermarlo.
Sono molto felice di aver avuto la fortuna di conoscerti... per me la lettura di questo BLOG è sempre un momento di crescita, oltre che di relax e piacere.

Grazie.
Di cuore.

Ivano

Mário ha detto...

Very nice Blog, I see that you know more about fado than me :D I couldn't find you singing :P maybe later you will show me the link :)
Kisses and keep the good work this is a very nice place to introduce fado to other people :) Ciao! Beijinhos

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